Il viaggiatore curioso che, oltrepassato il ponte sul Noce, entra in Calabria e prosegue lungo la strada statale n. 18, non mancherà di notare, dopo poche centinaia di metri e sulla sinistra della carreggiata, i resti di un’imponente costruzione in pietra. Essa si erge su un piccolo sperone roccioso, in località Pergolo di Tortora e ai piedi del Palecastro, il colle sul quale ebbe sede un centro enotrio in stretti rapporti con le colonie della Magna Grecia, poi abitato da genti lucane e infine sottomesso dai Romani che vi dedussero la colonia di Blanda Iulia.
Il manufatto è un raro esempio di mausoleo a tumulo risalente alla seconda metà del I secolo a.C., l’unico del genere esistente a sud del Lazio e della Campania settentrionale, nel quale fu sepolto un importante personaggio, quasi certamente tra i fondatori della colonia blandana. Potrebbe essersi trattato di Curtius Postumius, finanziere, militare, senatore e amico di Cicerone, legatosi poi a Cesare e all’imperatore Augusto, che aveva vasti possedimenti in Lucania e un fundus anche a Blanda, dove sono stati rinvenuti numerosi laterizi e anfore con il bollo POST CUR.
Questi e altri reperti, dal VI sec. a.C. al V sec. d.C., sono custoditi nel modernissimo “Museo di Blanda – Gioacchino Francesco La Torre” che si può visitare nel centro storico di Tortora, in attesa della prossima apertura del parco archeologico sul colle Palecastro.
L’area del Parco Archeologico di Blanda è attualmente chiusa ai visitatori a causa di interventi di manutenzione.

